In occasione dei 150 anni dell’ Unità d’ Italia, da Marzo fino all’ 11 Settembre 2011 alla Reggia di Venaria Reale (Torino) è aperta al pubblico la mostra intitolata “La bella Italia-Arte e identità delle città Capitali”. Alle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria sono esposte in mostra oltre 350 opere d’ arte in un percorso che va dall’ Antichità alla vigilia del 1861, attraverso le principali “capitali culturali” pre-unitarie: Torino, Firenze, Roma e poi Milano, Venezia, Genova, Bologna, Parma, Modena, Napoli e Palermo. Ognuna di queste città è stata ed è, in diverso modo, rappresentativa delle differenti identità che hanno caratterizzato il nostro Paese prima dell’ Unità d’ Italia del 1861.
Torino con il suo spirito risorgimentale ha condotto l’ Italia all’ Unità; Firenze è stata la culla della lingua e delle arti che hanno avuto il loro massimo sviluppo nel Rinascimento; Roma è stata la patria dell’ Antichità classica e dell’ Autorità religiosa, due grandi fattori unificanti per l’ Italia; Milano con la sua vocazione internazionale, è stata la patria dell’ Illuminismo; Venezia è stata fondamentale per il suo legame con l’ Oriente e per il mito del buongoverno; Genova è stata una capitale finanziaria con la sua bellezza e la sua ricchezza.
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Giobbe Covatta torna a teatro per Tour 2010 con lo spettacolo intitolato Trenta. Col sarcasmo e l’ ironia che lo caratterizzano, Giobbe Covatta prosegue la sua riflessione sui diritti fondamentali dell’ uomo, raccontando di chi questi diritti li ha solo sulla carta. Per lo spettacolo teatrale Trenta, Giobbe Covatta si è infatti ispirato alla carta dei diritti dell’ uomo: Trenta sono gli articoli di cui si compone la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dall’ ONU il 10 dicembre 1948. Si tratta di trenta articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. In questi trenta diritti si proclama che nessuno può essere fatto schiavo o sottoposto a torture, che nessuno può essere arbitrariamente arrestato, incarcerato o esiliato. Nei Tranta diritti della carta si sancisce anche che tutti hanno diritto ad avere una nazionalità, a contrarre matrimonio, a possedere dei beni, a prendere parte al governo del proprio paese, a lavorare, a ricevere un giusto compenso per il lavoro prestato, a godere del riposo, a fruire di tempo libero e a ricevere un’ istruzione. Nel suo stile ironico e sarcastico, Giobbe Covatta riflette quindi sui Trenta diritti fondamentali dell’ uomo. Queste le prossime date del Tour 2010 di Giobbe Covatta nei teatri con lo spettacolo Trenta.