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Serve il passaporto per andare a Londra nel 2026

03/09/2026

Serve il passaporto per andare a Londra nel 2026

Dal 1° gennaio 2021, data in cui il periodo di transizione post-Brexit si è concluso definitivamente, il Regno Unito ha cessato di far parte dello Spazio Schengen e dell'area di libera circolazione dell'Unione Europea, con conseguenze concrete e spesso sottovalutate per i cittadini italiani che intendono recarsi a Londra per turismo, lavoro o studio. La questione del documento d'identità valido per l'ingresso nel territorio britannico è diventata uno dei punti di maggiore confusione tra i viaggiatori, alimentata da informazioni parziali circolate nei primi anni successivi all'uscita del Regno Unito dall'UE e mai del tutto chiarite presso il grande pubblico. Nel 2026, la risposta è inequivocabile: per andare a Londra serve il passaporto, senza eccezioni ammesse per i cittadini italiani.

La carta d'identità italiana, anche nella sua versione elettronica rinnovata, non è accettata come documento d'ingresso nel Regno Unito. Questa distinzione — che in ambito europeo sarebbe irrilevante, dato che la carta d'identità consente la libera circolazione tra gli Stati membri — acquista tutto il suo peso nel momento in cui si attraversa un confine extra-Schengen. Il governo britannico ha mantenuto questa posizione con assoluta coerenza dal 2021 in poi, e nessun accordo bilaterale tra Italia e Regno Unito ha modificato la situazione. Chi si presenta all'imbarco con la sola carta d'identità, sia che parta da Fiumicino, da Malpensa o da qualsiasi altro aeroporto italiano, rischia concretamente di essere respinto dalla compagnia aerea prima ancora di salire sull'aereo.

Vale la pena chiarire subito un equivoco ricorrente: la necessità del passaporto non riguarda solo soggiorni superiori a una certa durata, né dipende dalla finalità del viaggio. Non esiste una soglia di giorni entro cui la carta d'identità diventerebbe sufficiente. Il passaporto è richiesto indipendentemente dal fatto che si tratti di un weekend a Londra, di una trasferta di lavoro di ventiquattr'ore o di un soggiorno prolungato. Questa uniformità normativa semplifica almeno la comprensione della regola, anche se ne rende più onerosa l'applicazione pratica per chi non ha il passaporto in corso di validità.

Il quadro normativo vigente nel 2026

L'accordo di recesso tra il Regno Unito e l'Unione Europea, entrato in vigore il 31 gennaio 2020 e completato con la fine del periodo transitorio a fine 2020, ha ridisegnato in modo strutturale le condizioni di ingresso dei cittadini UE nel territorio britannico. Per i turisti e i visitatori occasionali — vale a dire coloro che non intendono risiedere, lavorare o studiare nel paese per periodi prolungati — il regime attuale prevede l'ingresso senza visto per soggiorni fino a sei mesi, purché in possesso di un passaporto valido. Il passaporto deve essere in corso di validità al momento dell'ingresso: diversamente da quanto accade in alcuni paesi che accettano documenti scaduti da meno di un anno, il Border Force britannico richiede che il passaporto sia pienamente valido. Occorre inoltre che la data di scadenza sia sufficientemente lontana da coprire l'intero periodo di permanenza previsto, anche se non esistono requisiti formali di validità residua minima per i turisti italiani, a differenza di quanto previsto per alcune altre nazionalità.

Sul fronte della Electronic Travel Authorisation (ETA), introdotta progressivamente dal governo britannico a partire dal 2024 per i viaggiatori provenienti da paesi che non necessitano di visto, i cittadini italiani rientrano nella categoria di nazionalità per cui l'ETA è obbligatoria. Si tratta di un'autorizzazione elettronica pre-viaggio — distinta dal visto, meno onerosa e richiedibile interamente online — che deve essere ottenuta prima dell'imbarco. L'ETA è collegata al passaporto del richiedente e ha una validità di due anni o fino alla scadenza del documento, consentendo soggiorni multipli fino a sei mesi ciascuno. La sua introduzione non ha modificato il requisito del passaporto; lo ha semmai reso ancora più centrale, poiché l'autorizzazione è rilasciata in relazione al numero specifico del documento.

Passaporto italiano: validità, rinnovo e tempi di attesa

Pianificare un viaggio a Londra richiede, per i cittadini italiani, una verifica preventiva della validità del proprio passaporto con un margine temporale adeguato, considerando che i tempi di rilascio o rinnovo presso le questure italiane variano sensibilmente in base alla stagione e alla sede territoriale. Nella pratica, e con riferimento alla situazione del 2026, i tempi medi per il rilascio di un nuovo passaporto si attestano generalmente tra le due e le sei settimane dalla data di prenotazione dell'appuntamento, ma possono allungarsi considerevolmente nei mesi di punta — primavera e inizio estate — quando la domanda supera la capacità operativa degli uffici. Alcune questure offrono un servizio di passaporto urgente, attivabile in presenza di comprovata necessità, con rilascio entro pochi giorni lavorativi e un costo aggiuntivo rispetto alla procedura ordinaria; tuttavia, la disponibilità di questo servizio non è garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Il passaporto italiano ordinario ha una validità di dieci anni per i maggiorenni e di cinque anni per i minori. Chi possiede un documento in scadenza entro i sei mesi successivi alla data del viaggio previsto dovrebbe valutare il rinnovo in anticipo, non tanto per un obbligo formale britannico quanto per evitare di trovarsi in una situazione di marginalità temporale che potrebbe complicare rientri, soggiorni imprevisti o scali in paesi terzi. Il passaporto si rinnova anche prima della scadenza, su richiesta del titolare; i documenti emessi dopo il 2012 incorporano il microchip biometrico e soddisfano pienamente i requisiti tecnici richiesti per l'ingresso nel Regno Unito.

La situazione dei minori e dei nuclei familiari

Per i minori italiani che viaggiano verso Londra, il requisito del passaporto individuale vale con la stessa intensità che per gli adulti: non esistono deroghe basate sull'età, né è ammessa l'iscrizione del minore sul passaporto di un genitore, pratica che era già stata abolita in Italia anni prima della Brexit ma che alcune famiglie confondono ancora con disposizioni più recenti. Ogni componente del nucleo familiare, neonati inclusi, deve essere in possesso di un passaporto proprio, in corso di validità. Per i minori che viaggiano senza entrambi i genitori — ad esempio con uno solo dei genitori o con accompagnatori — le autorità di frontiera britanniche possono richiedere documentazione aggiuntiva, come una dichiarazione di consenso firmata dal genitore assente; si tratta di una prassi non codificata in modo rigido ma applicata con una certa frequenza, specialmente nei casi in cui il minore porta un cognome diverso da quello dell'accompagnatore.

Residenti nel Regno Unito e status di pre-settled e settled

Per i cittadini italiani che risiedono nel Regno Unito e che hanno ottenuto il pre-settled status o il settled status nell'ambito dell'EU Settlement Scheme, la questione del passaporto si intreccia con quella della prova dello status di residenza. Questi soggetti possono rientrare nel paese con il passaporto italiano — o con la carta d'identità, in un regime transitorio che il governo britannico ha progressivamente ridotto e che nel 2026 risulta ampiamente superato — ma devono essere in grado di dimostrare il proprio status attraverso il portale digitale del Home Office. Il passaporto rimane il documento d'ingresso primario; lo status di residenza è verificato digitalmente e non è stampato sul documento fisico, il che significa che il viaggiatore deve avere accesso alle proprie credenziali online per poter esibire la prova dello status alle autorità di frontiera o ai datori di lavoro.

Differenze pratiche tra volo, treno e traghetto

Indipendentemente dal mezzo di trasporto scelto per raggiungere Londra, il controllo documentale avviene con le stesse regole di base, anche se le modalità operative differiscono. Chi viaggia in aereo affronta il controllo del passaporto in partenza, al momento del check-in e all'imbarco, dove le compagnie aeree sono tenute per contratto a verificare la validità dei documenti dei passeggeri e sono soggette a sanzioni in caso di trasporto di persone prive dei requisiti di ingresso; la verifica è quindi duplice — da parte del vettore e poi del Border Force britannico all'arrivo. Chi utilizza l'Eurostar attraverso il tunnel della Manica — partendo da Parigi o Bruxelles — effettua i controlli doganali e di frontiera prima della partenza, nelle stazioni di origine, in virtù degli accordi di giurisdizione extraterritoriale che consentono agli agenti britannici di operare sul suolo francese e belga. Il traghetto, infine, prevede i controlli nei porti di imbarco sul continente e all'arrivo nei porti britannici; anche in questo caso, il passaporto è l'unico documento accettato per i cittadini italiani senza status di residenza nel Regno Unito.

Considerato il quadro complessivo, organizzare un viaggio a Londra nel 2026 richiede che la verifica del passaporto — validità, ETA collegata, e nei casi applicabili anche la documentazione per i minori — avvenga con settimane di anticipo rispetto alla partenza, non come formalità burocratica di contorno ma come condizione concreta e non negoziabile per poter imbarcarsi. Le norme britanniche in materia di ingresso non prevedono flessibilità operativa alle frontiere, e la responsabilità di presentarsi con i documenti corretti ricade interamente sul viaggiatore.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.