Se per quest’ estate avete in programma una vacanza in Sardegna, allora vi consigliamo di inserire nel vostro viaggio una tappa culturalmente molto interessante. Si tratta della zona archeologica di Paulilatino (in provincia di Oristano), che sorge nell’ altopiano basaltico di Abbasanta (Sardegna centro-occidentale) a circa 4 chilometri di distanza a sud del centro abitato di Paulilatino e a pochi chilometri dalle località di Bauladu, Abbasanta e Ghilarza. In quest’ area archeologica della Sardegna potrete visitare parecchie affascinanti testimonianze del periodo prenuragico e nuragico (tra il IX e l’ XI secolo a.C. circa). La Sardegna viene scelta come meta di viaggio quasi esclusivamente per la bellezza del suo mare e della sua natura. Spesso ci si dimentica che la Sardegna ha anche un ricco tesoro archeologico: sono tanti infatti i resti della civiltà nuragica, i monumenti preistorici come i dolmen, i pozzi sacri o ancora i menhir, che si trovano disseminati nel territorio a volte impervio, a volte dolce, dell’ isola. Vale la pena quindi alternare alle giornate di mare del vostro viaggio in Sardegna qualche visita in giornata o di qualche giorno nelle zone che nascondono questi tesori archeologici, testimonianze di un’ antica e misteriosa civiltà come quella nuragica. La zona archeologica di Paulilatino è proprio una di queste zone. Paulilatino vi farà infatti scoprire parecchi tesori nuragici e prenuragici: sono presenti più o meno 100 nuraghi (i più belli e conosciuti sono certamente quelli di Nussiu, Lugherras, Atzara, Oschina, Battizzones) e le suggestive tombe dei giganti (Goronna, Perdu Pes, Mura Cuada, Vidili Piras, Pardulette).

Un discorso a parte merita lo stupendo tempio a pozzo di Santa Cristina, risalente al XII secolo A.C. Questo magnifico tempio a pozzo è uno dei meglio conservati e più significativi di tutta la Sardegna, per questo consigliamo di visitarlo durante la vostra vacanza in questa splendida isola. Magnifico esempio di tecnica edilizia, questo pozzo è formato da grossi blocchi basaltici; la sua struttura non è dissimile da quella delle altre fonti nuragiche dell’ isola, comprende infatti un atrio e una scala discendente di 25 gradini che conduce alla tholos sotterranea dove scorre la sorgente. Questo pozzo, così come tanti altri nel periodo nuragico, veniva utilizzato come vero e proprio santuario con precise funzioni cultuali: qui era infatti celebrato il culto delle acque, culto strettamente connesso alla femminilità. Ancora oggi il Pozzo di Santa Cristina è davvero un luogo molto carico spiritualmente: un luogo che spirigiona una grande energia vitale. Oltre al pozzo potrete anche visitare i i resti del villaggio nuragico che sorgeva nei pressi del tempio: tali resti includono la “capanna delle riunioni” (ovvero una capanna circolare con un sedile in pietra dall’ andamento circolare) e un nuraghe monotorre attorniato da molte altre capanne nuragiche ben conservate, ma di età indefinita.

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